CALDO E LAVORO: IL RISCHIO DA STRESS TERMICO
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CALDO E LAVORO: IL RISCHIO DA STRESS TERMICO

Durante il periodo estivo le frequenti ondate di calore provocano effetti negativi sulla salute (crampi, esaurimenti, colpi di calore), soprattutto in sottogruppi di popolazione più vulnerabili e nei lavoratori che svolgono attività all’aperto.

Anche gli infortuni sul lavoro possono essere correlati alle ondate di calore.

Le elevate temperature possono, infatti, ridurre la capacità di attenzione del lavoratore ed aumentare così il rischio di infortuni. Inoltre, i lavoratori all’aperto ricevono circa 3 volte la dose di radiazioni UV dei lavoratori indoor.

I settori più esposti sono: agricoltura, costruzioni, elettricità, gas e acqua, industrie all’aperto, trasporti.

Indicazioni utili per ridurre il rischio da stress termico per il lavoratore:
• Prevenire la disidratazione bevendo frequentemente;
• Indossare abiti leggeri di cotone, traspiranti, di colore chiaro, comodi, adoperando un copricapo (non lavorare a pelle nuda);
• Informarsi sui sintomi a cui prestare attenzione e sulle procedure di emergenza;
• Lavorare nelle zone meno esposte al sole;
• Ridurre il ritmo di lavoro anche attraverso l’utilizzo di ausili meccanici;
• Fare interruzioni e riposarsi in luoghi freschi;
• Evitare di lavorare da soli.

Indicazioni per il datore di lavoro:
• Nei giorni a elevato rischio ridurre l’attività lavorativa nelle ore più calde (dalle 14.00 alle 17:00) e programmare le attività più pesanti nelle ore più fresche della giornata;
• Garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro;
• Prevedere un programma di turnazione per limitare l’esposizione dei lavoratori;
• Aumentare la frequenza delle pause di recupero, invitare i lavoratori a rispettarle;
• Mettere a disposizione idonei dispositivi di protezione individuali (DPI) e indumenti protettivi;
• Informare e formare i lavoratori sui rischi correlati al caldo.